Io baro

Nella serie fotografica "Io baro" l'artista interpreta tre differenti situazioni, in cui il soggetto prescelto, un cofano funebre, è adoperato in contesti e con funzioni inusuali. le scene sono prive d'ambientazione e l'utilizzo dello sfondo bianco ne accentua l'effetto straniante e di sospensione. Il cofano, ad esempio, può fungere da divano sul quale una coppia di mezza età si abbandona senza stimoli. I soggetti si mostrano stanchi, "morti dentro", indifferenti l'uno all'altro. Ma il cofano può anche veicolare messaggi diversi e divenire una madia su cui impastare il pane. Lavorare il pane su una bara crea una contrapposizione tra la morte e la creazione sintetizzando il ciclo della vita. la morte può essere ironizzata, ridimensionata, al punto da essere inclusa nel nostro quotidiano domestico, e comparire come un elemento d'arredo, una "bara da bagno" in cui una donna placidamente è intenta a lavarsi.


Ph Luigi Moro

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